Progetto “Storie digitali”

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Il contesto.

Il mondo della comunicazione digitale è complesso e molti sono i soggetti che propongono strumenti tecnici di vario genere (siti web, campagne di annunci pubblicitari, seo…), con livelli di professionalità variegati. Sempre più si punta alla semplificazione tecnica, per esempio con le offerte di pacchetti “fai da te”, e va via via perdendosi l’attenzione su quella che è la parte più importante della comunicazione: il messaggio. A parte campagne aggressive di grossi marchi, che poco hanno però da spartire con il panorama italiano di pmi dalle risorse economiche di vari ordini di grandezza inferiori, si tende sempre più a soluzioni formalmente corrette dal punto di vista tecnico (siti web ben programmati, testi e annunci ottimizzati per i motori di ricerca, etc…), importanti certo per la propria visibilità, ma del tutto trasparenti ad interventi sul piano creativo, emozionale, di contenuto.

Nel contempo, il panorama italiano è costellato di un’alta percentuale di imprese che non hanno accesso neanche a questo minimo livello di comunicazione digitale, più per motivi culturali che per veri aspetti di ristrettezza economica, che pur contano negli anni di cambiamento che stiamo attraversando. Recenti indagini delle associazioni di categoria rilevano, per esempio, che in Italia solo il 25% delle imprese ha un sito. La tendenza, per colmare questo buco, è però quella di affidarsi a strumenti automatici low-cost, oppure a credere che “fare un sito” sia semplicemente dare un logo e qualche testo/immagine a un grafico/programmatore per comporlo in una forma attraente.


Il progetto.

Con il progetto “Storie digitali” Daniele Savi, che si occupa da anni di comunicazione e scrittura creativa, si propone di cambiare questo paradigma, avvalendosi degli stessi strumenti della comunicazione digitale (quindi web, video, applicazioni mobili, …), mettendoli però al servizio di un risultato: raccontare la visione, le motivazioni, gli obiettivi e il contesto dei clienti, non trasmettere quindi soltanto un messaggio pubblicitario.

Quello dello storytelling in comunicazione è, peraltro, un fenomeno in forte crescita anche in Italia, ma soprattutto all’estero (dove per esempio piattaforme come Storify sono molto usate anche dai grossi brand per eventi e campagne pubblicitarie). Anche piccole realtà come startup, imprese sociali o pmi possono beneficiare di questo tipo di creatività, per emergere dalla massa e guadagnare visibilità con messaggi attraenti per il proprio pubblico di riferimento.

Per realizzare ciò Daniele intende quindi di creare un gruppo di professionisti (alcuni stabilmente associati, altri in una rete di collaborazioni a seconda delle esigenze dei singoli lavori) che affronti la comunicazione digitale con questo particolare taglio. In grado quindi di approfondire con i clienti non solo l’obiettivo specifico della campagna o gli strumenti tecnici da realizzare, ma anche il background e le motivazioni più profonde che li hanno spinti a dedicarsi a un’impresa, un’idea, etc…

Raccontare e far conoscere le persone, le idee, non solo i prodotti.

Un progetto destinato a svilupparsi in due momenti successivi:

  • una prima fase di carattere sperimentale, costi contenuti al minimo, in cui l’impegno professionale sarà dedicato a supportare il fabbisogno della Community di ReAgire, a identificare le competenze necessarie a formare il team professionale e a verificarne l’interesse nelle realtà economiche e sociali collegate;
  • una seconda fase che consenta di verificare la fattibilità di un progetto solidale condiviso tra il team e le realtà economiche e sociali interessate alla Proposta di ReAgire, con l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno di “comunicazione digitale” proprio di ciascuno dei soggetti coinvolti e di proporre l’offerta di “Storie digitali” a un pubblico più vasto (vedi sezione “il target”).

 

Il team.

Nella fase iniziale, il team interno sarà composto da due o tre semplici figure:

  • Daniele, che agirà come team leader e metterà in gioco le proprie competenze di scrittura creativa;
  • un grafico e disegnatore (che abbia competenze quindi di disegno a mano o digitale, non solo di uso di photoshop e similari), che sopperisca alle esigenze di immagine indispensabili alla comunicazione;
  • un web designer che si occupi dell’ideazione e realizzazione dei supporti web.

Per quanto riguarda il personale esterno in collaborazione:

  • un programmatore in grado di occuparsi di aspetti avanzati di personalizzazione di siti web (per esempio, creazione di plugin o modifiche importanti del codice), o creazione di app;
  • un esperto di digital marketing / seo, che offra supporto in progetti di una certa dimensione per campagne adv e ottimizzazione dei siti per il posizionamento online;
  • un professionista in grado di approfondire gli aspetti psicologici/motivazionali per creare un profilo del cliente utile all’ideazione e strutturazione delle nostre “storie”;
  • varie altre professionalità necessarie a progetti specifici (per es., fonico per video complessi, etc…).

 

I servizi.

Coerentemente con l’ottica di offrire una comunicazione che sappia raccontare il cliente, e con il “marchio di qualità ReAgire” destinato a caratterizzare i progetti solidali, il team proporrà servizi che seguano la filosofia della Proposta, ovvero di livello professionale, a prezzi comunque accessibili e con un’etica di fondo (per esempio, senza utilizzare pratiche di marketing scorrette).

Riguardo la tipologia dei servizi offerti, un progetto di Comunicazione digitale attivato in un ambito ampio come quello descritto non può che prevederne una gamma articolata, in grado di soddisfare esigenze di livello diverso sia per complessità che per il costo sostenibile dai soggetti interessati.

In particolare, saranno previste le seguenti attività :

  • restyling o creazione immagine dell’identità (o brand) da comunicare (sia online che cartacea);
  • creazione o restyling presenza online (siti web, social);
  • creazione di video promozionali e di documentazione / reportage;
  • scrittura creativa;

ma anche azioni più tradizionali come

  • gestione community e social network;
  • online marketing (seo, campagnie adv tipo adwords, facebook, linkedin, etc…);
  • copywriting.

 

Il target.

Questo taglio di comunicazione verrà proposto non soltanto ai progetti solidali nati nella community di ReAgire, ma anche al pubblico generico composto da diversi soggetti che possano essere interessati, quali per esempio:

  • associazioni che operano in campo sociale, che vogliano aumentare il numero dei propri sostenitori e fidelizzare quelli già esistenti trasmettendo in maniera creativa il proprio operato;
  • startup, spesso composte da validi professionisti nel proprio campo, ma con grande bisogno di essere supportati nel raccontare le proprie idee e la propria vision agli investitori;
  • imprese già formate che vogliano diffondere o rinfrescare la propria immagine, per esempio in occasione di ricorrenze speciali;
  • professionisti che, come nel caso delle startup, abbiano bisogno di proporsi in maniera attraente ed efficace ai propri clienti, di emergere dalla massa.

Queste sono solo alcune delle categorie che possono trarre giovamento da una comunicazione più creativa, più a tutto tondo rispetto alle classiche proposte di online marketing e advertising.

 

Spazi e attrezzature.

Per garantire l’insieme dei servizi previsti dal progetto sono necessari alcuni investimenti in attrezzature, con gradualità riferibile alle varie fasi di sviluppo dell’attività.

Nella prima fase, sarà sufficiente avere un luogo fisico per riunirsi e incontrare i clienti, utilizzando le attrezzature tecniche proprie. Lo spazio potrà essere offerto da ReAgire, oppure eventualmente trovato in collaborazione con strutture di co-working.

Nella seconda fase, invece, con la costituzione di una società tra i membri del team interno, si dovrà investire in una struttura stabile e apparecchiature tecniche per potenziare le possibilità di lavoro, come computer, attrezzature video, etc…

 

 

 

 

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