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Dopo l’incontro sull’IA: appunti, suggerimenti e risorse

Ciao a tutti, grazie per aver partecipato al nostro incontro sull’Intelligenza Artificiale! Spero di aver suscitato la vostra curiosità. Vi lascio alcuni appunti per tenere a mente quanto discusso durante il webinar, e anche alcuni spunti pratici e risorse per iniziare a smanettare.

Provate, sperimentate e fatemi avere i vostri feedback!

Daniele

Concetti fondamentali teorici da ricordare.

  • Le IA non ragionano come noi: non hanno comprensione né coscienza, ma sono capaci di simulare il linguaggio umano (e anche le emozioni) in modo sorprendentemente realistico, basandosi su schemi statistici appresi dai dati, prevedendo il risultato più plausibile.
  • Le IA moderne si basano sul concetto di Machine Learning. Il Machine Learning è una tecnica che permette alle IA di ‘imparare’ dai dati: invece di essere programmati con regole fisse, analizzano tanti esempi per riconoscere schemi e fare previsioni o risposte.
  • Questi strumenti funzionano nella pratica attraverso le reti neurali. Le reti neurali artificiali sono algoritmi matematici progettati per riconoscere schemi e risolvere problemi, ispirandosi (in modo molto astratto) al funzionamento del cervello umano. Non sono strutture fisiche: non “esistono” come reti di cavi o chip, ma sono insiemi di calcoli, pesi numerici e funzioni matematiche. Producono la risposta che ritengono più probabile, ma non è sempre quella corretta: possono sbagliare, o inventare informazioni. 
  • Collegato al concetto precedente: le IA sono progettate per fornire sempre una risposta, quindi difficilmente dicono “non lo so”. Quando non hanno dati adeguati, tendono a inventare: questo fenomeno si chiama “allucinazione” (hallucination) ed è ancora piuttosto frequente. Verificate sempre quanto vi viene detto, soprattutto quando si tratta di fatti, dati o fonti.
  • Le IA contemporanee ricadono tutte nella categoria ANI (Artificial Narrow Intelligence), intelligenze artificiali ristrette, ovvero capaci di compiere uno o al massimo alcuni compiti specifici, senza la flessibilità del cervello umano. ChatGPT potrà spiegarvi come guidare un’automobile, ma non è in grado di farlo nella pratica. Il Sacro Graal dell’IA invece sono le AGI (Artificial General Intelligence), ovvero in grado di essere addestrate per qualsiasi compito, come noi umani (attenzione: qui non si parla di coscienza o emozioni, ma solo di capacità tecniche e flessibilità mentale.).
  • Principali tipologie di IA attualmente disponibili: Chatbot (ChatGPT, Gemini, Copilot…), generatori di immagini / video (Dall-E, Midjourney, Stable Diffusion, Sora, Hailuo, Kling…), Generatori di voce / musica (ElevenLabs, Suno, Udio), AI tecniche (computer vision, guida autonoma, IA mediche come Alphafold, etc…).
    Bonus: ecco un’esempio di voce IA che legge un breve testo!

Come costruire un “prompt” efficace.

Il prompt è la “richiesta” che si pone all’IA, che sia una domanda a un chatbot, le istruzioni per un generatore di immagini o altro.

Per quanto riguarda in particolare i chatbot, ci sono alcune regole semplici da seguire:

  • Fornire un contesto.
    Le IA hanno accesso a una vasta mole di informazioni, ma non sempre riescono a intuire il contesto specifico della nostra richiesta. Aggiungerlo aiuta ad ottenere risposte più accurate.(Esempio: specificare il settore lavorativo, il tipo di pubblico a cui è rivolto un testo, il ruolo che si sta ricoprendo, ecc.)
  • Dare istruzioni chiare e dettagliate.
    Più dettagli offriamo, più sarà accurata la risposta.(Ad esempio, invece di scrivere “migliora questo testo”, meglio dire: “Vorrei adattare questo testo per una candidatura nel settore […], con uno stile […] e un tono […]”.)
  • Esplicitare la finalità.
    Anche chiarire per cosa ci serve una certa risposta aiuta l’IA a orientarsi e a fornirci un supporto migliore. Specificare, per esempio, se ci serve una revisione, un riassunto, un elenco di idee, o un testo pronto da usare, etc…

Dopo aver ricevuto la prima risposta…

  • Iterare e raffinare il risultato.
    La vera forza dei chatbot come ChatGPT è il dialogo. Non sempre la prima risposta è perfetta, ma possiamo continuare la conversazione per migliorarla passo dopo passo.(“Prova a renderlo più breve”, “Usa un linguaggio più semplice”, “Aggiungi un esempio concreto”, ecc.)

Infine…

  • Siate gentili!
    Sembra strano, ma funziona: lo stesso fondatore di OpenAI ha confermato che, nonostante sia un costo notevole in termini computazionali, dire “per favore” o “grazie” può effettivamente influenzare positivamente la qualità delle risposte. Chissà: forse queste macchine sono un po’ più umane di quanto immaginiamo.

Breve guida pratica a ChatGPT.

Registrazione.

Se non avete ancora un account, collegatevi a https://chatgpt.com e create un account OpenAI. Si può provare anche senza, ma avere un account consente di tenere uno storico di tutte le conversazioni, impostare alcuni parametri utili (come la memoria) e successivamente in caso si voglia, fare l’aggiornamento alla versione Plus a pagamento.

Differenze tra versione gratuita e a pagamento.

Entrambe le versioni permettono l’accesso a funzionalità analoghe, e per un uso non molto frequente la versione gratuita è più che sufficiente. La differenza fondamentale risiede nei limiti di utilizzo, che nella versione gratuita sono molto stringenti per quanto riguarda le funzionalità più avanzate (il modello di linguaggio migliore, la voce avanzata, la funzionalità di ricerca approfondita, la generazione di immagini, l’analisi di file allegati… ). Generalmente quando si raggiunge un limite, appare un messaggio che indica l’orario in cui il limite si resetta e si può tornare a utilizzare il servizio pienamente.

La versione Plus (che costa intorno ai 20€ al mese), inoltre consente anche di fare videochiamate (l’IA può ragionare in diretta su ciò che vede attraverso la videocamera) e accedere a modelli vocali migliori.

Note sull’interfaccia.

L’interfaccia di ChatGPT è molto intuitiva, vediamo brevemente i punti principali. Non è una guida esaustiva, provate a esplorare l’interfaccia autonomamente e se avete dubbi segnateveli per chiedermeli alla prossima occasione.

Sotto al campo di testo principale, ci sono alcune funzioni avanzate:

  • Pulsante “+”: consente il caricamento di foto e altri file da analizzare (provate! Può analizzare molto accuratamente immagini, per esempio, o addirittura leggere file Excel, generando tabelle, funzioni e grafici!).
  • Cerca: consente di fare ricerche sul web (le fa comunque se gli si chiede anche durante il normale dialogo, ma in questo modo è più esplicito).
  • Avvia il ragionamento: utilizza un modello avanzato che prima di rispondervi “riflette” sulla domanda in modo più approfondito. Più lento, ma dà risposte a temi complessi molto più accurate (uso limitato nella versione gratuita).
  • Deep research: funzione che consente di fare vere e proprie ricerche su numerose fonti. L’IA genera un piano di ricerca e poi lo esegue, fornendovi un risultato lungo e approfondito, con tutte le fonti esplicitate (la risposta impiega un tempo variabile, ma di solito almeno alcuni minuti. Nel piano gratuito è possibile utilizzarla solo poche volte ogni mese).
  • Crea immagine: genera immagini a partire da una richiesta.
  • Pulsante “modalità vocale” (quello a destra al microfono per la dettatura): consente di conversare a voce con ChatGPT. Nella versione gratuita si hanno a disposizione solo alcuni minuti di modalità vocale avanzata, poi si passa a quella standard che ha voci di qualità inferiore e usa un modello di IA meno accurato. È comunque un ottimo modo di dialogare con ChatGPT se non si vuole o non si può usare la tastiera.

Nella barra laterale sulla sinistra è disponibile l’elenco di tutte le chat avute con ChatGPT, e in alto il pulsante con la matita e il foglio consente di aprire una nuova chat.

 

In alto nell’interfaccia trovate il pusante “Chat temporanea”, che consente di iniziare una chat le cui informazioni non vengono salvate nella memoria di ChatGPT, utile se vogliamo porre qualche tema sensibile o riservato (tenendo sempre conto che è comunque meglio non inviare informazioni troppo sensibili).

Cliccando invece sulla vostra immagine di profilo (in alto a destra dell’interfaccia), e poi su Impostazioni nel menu che appare si accede a tutte le impostazioni, tra cui le notifiche, il tipo di voce da utilizzare, la sicurezza con l’autenticazione a due fattori, e altro.
Qui è importante notare una funzione in particolare. Cliccando su Controlli dati, disattivate la funzione “Migliora il modello per tutti”, in modo che OpenAI non possa utilizzare i vostri dati (sebbene in modalità anonima) per addestrare i nuovi modelli. Un po’ di privacy non guasta!

 

Alcuni prompt utili per utilizzare ChatGPT nella ricerca di lavoro.

Prendete i seguenti spunti come, appunto, esempi da modificare e adattare alle vostre esigenze, non come scritti sulla pietra. Potete anche chiedere a ChatGPT stesso come migliorarli.

1. Informazioni sulle competenze:

“Ciao ChatGPT, sto cercando lavoro e mi interessa candidarmi per la posizione di [ruolo]. Puoi descrivermi quali competenze e abilità sono generalmente richieste per questo ruolo?”


2. Migliora il mio CV:

“Ciao ChatGPT, ti invio il testo del mio curriculum. Vorrei candidarmi per il ruolo di [ruolo desiderato]. Puoi aiutarmi a migliorarlo? Dammi consigli su come rendere più chiari e incisivi i punti chiave, suggerisci eventuali sezioni da aggiungere o riformulare, e indicami se il linguaggio è adatto al settore. Fammi sapere anche se mancano competenze importanti.”

(Inserire testo CV — considera che per testi molto lunghi potresti dover inviare a pezzi.)


3. Scrivi una lettera di presentazione:

“Ciao ChatGPT, ti invio il mio curriculum. Puoi scrivere una lettera di presentazione per la candidatura al ruolo di [ruolo], nel settore [settore/azienda]? Vorrei un tono professionale ma motivato, che metta in evidenza le mie competenze più rilevanti. Per favore, tieni la lettera concisa.”

(Inserire testo CV)


4. Traduci il CV in inglese (o altra lingua):

“Ciao ChatGPT, puoi tradurre il mio curriculum in inglese (o [altra lingua]) mantenendo un tono professionale? Evita traduzioni troppo letterali che suonano innaturali e, se necessario, adatta il formato agli standard internazionali dei CV.”

(Meglio inviare il testo a blocchi per garantire risposte complete.)


5. Adatta il CV a un annuncio specifico:

“Ciao ChatGPT, ti invio il mio CV e un annuncio di lavoro. Puoi aiutarmi ad adattare il CV per questa candidatura? Suggeriscimi come modificare o evidenziare alcune parti per renderlo più efficace e allineato ai requisiti richiesti.”

CV:

(Incollare testo)

Annuncio:

(Incollare testo)


6. Simula un colloquio di lavoro:

“Ciao ChatGPT, vorrei fare una simulazione di colloquio basata sul mio profilo e sull’annuncio di lavoro che ti invio. Assumi il ruolo di [per esempio, HR manager, responsabile di reparto, ecc.]. Fammi una domanda alla volta e, dopo ogni mia risposta, dammi un breve feedback e poi la domanda successiva. Concentrati sia su competenze tecniche sia trasversali e includi anche domande difficili per prepararmi al meglio.”

CV/Annuncio:

(Inserire se necessario)


Note:

  • Puoi variare facilmente i ruoli, i settori e il livello di dettaglio mantenendo questa struttura.

  • Se il CV è lungo, meglio dividerlo in parti da inviare una alla volta.

  • Ricorda di specificare sempre il ruolo o il settore per risultati più mirati.

  • Più dettagli fornisci all’IA, maggiore sarà l’accuratezza della risposta. E ricordati, in caso di generazione di testi, di iterare, perfezionare e non fermarti alla prima stesura!

Altre IA con le quali sperimentare e approfondimenti.

Copilot di Microsoft
https://copilot.microsoft.com
Basato sugli stessi modelli di ChatGPT, offre funzionalità molto simili nella versione gratuita. La versione a pagamento è integrata nella suite Microsoft 365, permettendo di lavorare direttamente in Word, Excel e PowerPoint con l’aiuto dell’IA.

Gemini di Google
https://gemini.google.com
Un altro chatbot “generalista”, dotato di una memoria contestuale più ampia rispetto a ChatGPT. Nella mia esperienza è meno brillante nello stile, ma è comunque molto efficace. È integrato nativamente in molti smartphone Android (tenendo premuto il tasto “Home”).

Claude di Anthropic
https://claude.ai
Un po’ meno potente in termini di funzionalità rispetto a ChatGPT e Gemini, ma ottimo per chi scrive professionalmente. Ha uno stile più “umano” nella scrittura creativa o nel marketing. È particolarmente bravo con testi lunghi e ben strutturati.

Perplexity
https://perplexity.ai
Un assistente AI orientato alla ricerca, sia sul web che su fonti accademiche. Più efficace dei chatbot generalisti quando si cercano fonti affidabili o spiegazioni aggiornate.

Pi di Inflection
https://pi.ai
Pi non è un chatbot generalista, ma ha una spiccata intelligenza emotiva. Non è flessibile come gli altri, ma è utile per discutere, fare brainstorming e ricevere supporto emotivo. Ha una personalità più calda e umana degli altri. È gratuito (per ora), disponibile via testo e voce (solo su app mobile).

ElevenLabs
https://elevenlabs.io
Piattaforma specializzata nella generazione vocale AI. È attualmente tra le più avanzate nel creare voci sintetiche estremamente realistiche, in molte lingue, e permette anche di clonare voci reali (con il consenso). Utilizzata in doppiaggi, audiolibri, contenuti digitali e assistenza vocale.
Volete provare gratuitamente queste voci AI? L’app ElevenReader (https://elevenreader.io) consente di ascoltare ebook, articoli, PDF o testi fotografati con voci AI di alta qualità, anche in italiano. È gratuita e perfetta per farsi un’idea del potenziale.

Leonardo AI
https://leonardo.ai
Una delle più potenti piattaforme di generazioni immagini AI. Molto più complessa da usare della generazione presente nei chatbot, ma molto utile per realizzare risultati professionali e creativi.

Se volete approfondire…

OpenAI ha creato una raccolta gratuita di video (in inglese) che spiegano come usare al meglio ChatGPT. Non è necessaria esperienza tecnica, ma richiede un po’ di familiarità con l’inglese.

OpenAI Academy
https://academy.openai.com

…e come sempre, risorse come Youtube forniscono numerosi spunti e tutorial gratuiti su funzioni o chatbot specifici, anche in Italiano.

Il messaggio più importante da cogliere dopo l’incontro.

Prendetevi il tempo necessario per sperimentare con l’Intelligenza Artificiale, e soprattutto ponetevi l’obiettivo di integrarla nelle vostre vite al pari di strumenti come uno smartphone e il computer. Non fermatevi all’utilizzo “professionale” (o per la ricerca di una professione, in questo caso). Più svilupperete affinità con l’IA, più vi si apriranno possibilità e idee che possono sorgere solo dalla vostra esperienza personale. Non abbiate paura!

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