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Firmato l’Accordo tra Afol e ReAgire per una sperimentazione di Politiche Attive inclusive

L’idea di questa collaborazione nasce nella primavera scorsa, durante un ciclo d’incontri dal titolo piuttosto esplicito – Fratelli tutti e Bene comune, per contrastare la crisi socialein cui abbiamo chiamato alcuni testimoni della nostra città a confrontarsi sulle modalità con cui affrontare criticità sociali presenti, accentuatesi negli ultimi anni per effetto dalla pandemia.

Non  sorprenderà certamente il fatto che gli interventi dei diversi partecipanti hanno fatto emergere l’importanza che il lavoro (la sua mancanza, le sue condizioni, ecc.) ne sia molto spesso alla base; e che quindi ogni strategia tesa ad affrontarle deve porsi anche questo problema, sollecitando in tal senso l’alleanza tra le istituzioni e i diversi soggetti della realtà economica e sociale in grado di contribuirvi.

Nel dialogo avviato in quel contesto con il Presidente dell’Afol, Maurizio Del Conte, sul tema delle Politiche Attive abbiamo avuto modo di verificare una buona coincidenza di vedute su diversi aspetti della questione. Ha così trovato un primo riscontro la nostra ipotesi di valorizzare l’esperienza cumulata da ReAgire negli anni precedenti la pandemia attraverso i servizi di MyJob Laboratorio, prendendola a spunto per una proposta di sperimentazione di Politiche Attive inclusive da radicare nel territorio di un municipio milanese, in un quadro di collaborazione tra l’agenzia pubblica deputata (Afol) e soggetti del Terzo Settore improntato a logiche di sussidiarietà orizzontale.

Nasce così il progetto MyJob Laboratorio: per una sperimentazione di Politiche Attive inclusive si riportano le linee guida. Il termine “inclusive” inserito nel titolo traduce l’obiettivo di sperimentare un modello di organizzazione dei servizi di orientamento e formazione finalizzato ad accompagnare al lavoro tutte le diverse categorie di persone; anche chi nel cercarlo trova difficoltà partecipando ai meccanismi di selezione abituali.

Un progetto che tocca molti aspetti e ha principalmente 3 ambizioni:

  1. consolidare un modello di accompagnamento al lavoro in cui noi crediamo – pur avendolo sperimentato nei limiti intrinseci all’attività di un’associazione basata sull’impegno solidale e il volontariato – integrandolo con attività utili a farlo concludere in un contesto lavorativo effettivo, anche coinvolgendo attraverso la cabina di regia soggetti dell’economia reale nel percorso di orientamento e formazione alla ricerca attiva del lavoro.
  2. sperimentare la fertilità di un’alleanza tra l’Afol, in quanto agenzia deputata dalle Istituzioni, e il Terzo Settore, nell’intento di valorizzarne la natura in un’ottica di bene comune. 
    Come noto, tra gli Ets  sono presenti realtà diverse. Alcune – come è il caso di ReAgire – oltre a fornire servizi perseguono l’azione sociale con intenti eminentemente solidali, favoriscono le relazioni, sono radicate territorialmente, usando anche la creatività coinvolgono competenze diffuse: sono quindi utili alla resilienza di chi sta cercando lavoro ben aldilà del tempo normalmente dedicato dalle agenzie pubbliche o private dedicate.
    Altre sono invece delle vere e proprie imprese, pur se a carattere non speculativo e perlopiù impegnate su temi sociali; hanno un’organizzazione di personale dipendente e un insieme di competenze. Sono quindi interlocutori potenzialmente utili a sperimentare il ponte tra le attività di accompagnamento al lavoro e l’economia reale. Analogamente a quanto si potrebbe dire per altri motivi di aziende partecipate dal Comune, di società impegnate nel welfare milanese, di imprese benefit in certa misura interessate al contesto sociale di appartenenza.
    Per evitare equivoci.  Non è stato proposto ad Afol di aumentare la propria attività utilizzando  qualche cooperativa di servizi proprio in un momento in cui sta incrementando i propri organici sullo stimolo del PNRR; ma di arricchire la propria capacità d’iniziativa partecipando a un’attività incentrata sulla progettualità di soggetti appartenenti al mondo degli Ets, sfruttandone così l’esperienza e creatività in una logica di sussidiarietà orizzontale. Per certi aspetti una sfida !

  3. coinvolgere l’Afol nella sperimentazione di un modello che potrà risultare poi utile all’Agenzia pubblica nell’organizzazione di servizi radicati nel territorio, secondo una tendenza che a Milano è finalmente in programma. Un primo obiettivo è realizzare tale sperimentazione in un Municipio dove ReAgire sta già collaborando con altri Ets e realtà sociali.

Perché si parla di una sperimentazione ? L’originalità di questo accordo è nel richiamare l’attenzione di Afol sulle caratteristiche di un modello proposto da un soggetto del Terzo Settore, partecipando insieme ad altri alla cabina di regia destinata a progettarne e monitorarne la realizzazione, non di riorganizzarsi essa stessa adottando tale modello ! Naturalmente, il motivo per cui è stato proposto ad Afol di parteciparvi consiste proprio nella speranza che la sperimentazione di cui si parla ora possa incidere in futuro sull’organizzazione dell’agenzia.   

Nel progetto MyJob Laboratorio: per una sperimentazione di Politiche Attive inclusive si chiarisce peraltro come l’interesse pubblico a tale sperimentazione comporti quantomeno il dialogo istituzionale – se non la condivisione e il coinvolgimento –  con il Comune di Milano  che nel frattempo si sta dotando di uno strumento come il Patto per il lavoro,  oltre che con i Municipi interessati. 

L’accordo sottoscritto tra i presidenti di Afol e di ReAgire lo scorso 12 maggio,  basato sulla condivisione di tale progetto, prevede di collaborare nella progettazione esecutiva della sperimentazione, nell’individuazione dei partner del 3° settore e dell’economia non competitiva coinvolti nella cabina di regia, nell’individuare le modalità di provvista finanziaria (nessun onere finanziario a carico dei firmatari), nel dialogo istituzionale.   Successivamente – condiviso il progetto esecutivo e il relativo piano economico – un Protocollo d’intesa regolerà i rapporti tra Afol, ReAgire e i soggetti partecipanti alla cabina di regia: la prima garantirà l’apporto di lavoratori interessati alla presa in carico, le possibili sinergie con altre attività già in corso e il monitoraggio; mentre la seconda coordinerà la gestione delle attività connesse alla sperimentazione.   

L’obiettivo è avviarla operativamente all’inizio del 2023.

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